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Due di loro erano in cammino...

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Chi siamo

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Siamo un movimento laicale di spiritualità coniugale, nato per rispondere all'esigenza delle coppie di sposi di vivere in pienezza il proprio sacramento, sorretto da una propria metodologia, aperto ad interrogarsi sulla complessa realtà della coppia di oggi.
Un'equipe è formata da 6-7 coppie si riunisce una volta al mese a turno nelle case con l'aiuto di un consigliere spirituale.

Il metodo

Il metodo END è costituito da una serie di strumenti che aiutano il singolo, la coppia, l’equipe nel suo cammino di conversione. Non si tratta di imposizioni ma di regole del gioco che caratterizzano chi aderisce al movimento.

Preghiera ed ascolto della Parola

La Parola di Dio ci parla nella storia della salvezza: la leggiamo nella Bibbia, ma è anche nella Storia di oggi che possiamo e dobbiamo ascoltare la Parola che ci chiama alla costruzione del Regno, qui ed ora. Così l'ascolto della Parola non rende l'équipier un essere disincarnato, lontano dal mondo e dai suoi problemi: al contrario, lo spinge e lo stimola ad impegnarsi nella Storia alla costruzione del Regno.

Ritiro Spirituale

L'impegno di osservare un ritiro spirituale annuale di due giorni, in coppia, è un modo di prendere le distanze dagli affanni, o dalle incombenze di tutti i giorni per prestare un ascolto più attento alla Parola, per rileggere gli avvenimenti e pregare più intensamente lo Spirito perché ci aiuti nel discernimento da operare, nel formulare nuovi progetti di vita.

Dovere di sedersi

Si tratta di un metodo preciso, di un appuntamento preordinato, che la coppia si dà ogni mese per un dialogo alla presenza del Signore. La dizione di "dovere di sedersi" deriva dal brano dell'Evangelo (Lc 14,28) che suggerisce di sedersi a calcolare bene le proprie forze prima di affrontare un'impresa: "chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, prima non si siede a calcolare la spesa per vedere se possa portare l'opera a compimento?".

Regola di vita

Il riconoscimento dei nostri limiti ed il desiderio di convertirci ci spinge a darci degli impegni concreti, atti a correggerci là dove siamo più carenti. E` così che ogni équipier si pone, a livello personale o di coppia, una "regola di vita", un impegno assai preciso e concreto che lo aiuta nel cammino di conversione permanente ‘Una cosa è certa: se non fate la volontà di Dio più seriamente di come fanno i farisei e i maestri della legge, voi non entrerete nel Regno di Dio’ (Mt 5,20).

Per ulteriori informazioni puoi scriverci: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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Notizie flash

Progetto Famiglia Reciproca: da un idea di Don Giovanni Carpinteri

Il progetto parte da una domanda che su come mai ci siano tante famiglie che non riescono ad essere neppure lontanamente famiglia. Eppure famiglia è bello, è sicurezza, è amore, è calore umano, è felicità delle cose semplici, è stare insieme. L’egoismo prevalente della nostra società ci divide ed allontana allettandoci con falsi paradisi e il risultato è che per perseguire i nostri interessi perdiamo ogni giorno pezzi di noi stessi come  i momenti più belli e le migliori occasioni di essere famiglia con gli altri.
Stare a guardare i guai e le disgrazie altrui non aiuta nessuno a superare le difficoltà, neppure le proprie. Ecco perché occorre operare. E per operare ci vuole la volontà di fare. Ma spesso siamo soli e non ci sentiamo forti o capaci di affrontare una situazione senza il conforto dei nostri cari. Allora non basta fare da soli. La proposta che don Giovanni è di fare qualcosa non individualmente ma come famiglia, cioè tutto il nucleo familiare deve essere coinvolto nell’amore verso chi ha difficoltà o vive momenti burrascosi in famiglia.  Da più parti e con sempre maggiore forza la Chiesa italiana incoraggia ad intraprendere percorsi di aiuto a realtà familiari in sofferenza e al mondo giovanile sempre più bisognoso di riferimenti adulti stabili.
Il progetto si chiama  “FamigliaReciproca” che trovate in allegato. E' una proposta operativa a tutti i nuclei familiari che desiderino non solo mettersi accanto  a famiglie in difficoltà, ma anche sorreggere e sostenere percorsi di accompagnamento ad adolescenti romani, minori non accompagnati, giovani immigrati di seconda generazione, giovani che escono dal circuito della prostituzione, ragazzi e ragazze delle case-famiglia che urgono di un famiglia – o più semplicemente di una prossimità adulta - che per tante ragioni non hanno più.